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Cosa si intende quando si parla di libertà nell’educazione

Cosa si intende quando si parla di libertà nell'educazione

Cosa si intende quando si parla di libertà nell’educazione

Se i bambini sono liberi di esplorare, sperimentare e scoprire l’ambiente che li circonda, saranno liberi di crescere.

Nel periodo infantile si crea proprio la vera natura del bambino. E’ un periodo creativo, egli sviluppa non solo il linguaggio, ma plasma gli organi che gli permettono di parlare. In ogni movimento fisico, egli crea ogni elemento della sua intelligenza.

La mente del bambino è inconscia e ricca di intelligenza, in quanto compie le sue meravigliose conquiste, a cominciare proprio dalla conoscenza dell’ambiente. Il bambino crea la propria mente usando le cose nel suo ambiente, in esso conquista delle meraviglie, come ad esempio il camminare: si muove al suo interno, gode ed è felice di sperimentare, correre, giocare e curiosare.

Libertà nella prima infanzia

Il concetto di libertà nell’educazione della prima infanzia, ampiamente trattato da Maria Montessori – in Educare alla libertà e La scoperta del bambino – deve intendersi come condizione adatta al più favorevole sviluppo, così dal lato fisiologico, così dal lato psichico.

Quando perciò si parla di “libertà” del bimbo, spesso viene male interpretata dandone una accezione errata. Non si intende considerare “libere” le azioni esterne disordinate, che i bambini, abbandonati a sé stessi e soli, compirebbero come sfogo di un’attività senza scopo. Ovvero bambini lasciati liberi d’agire in un contesto poco controllato o in situazioni poco adatte alla loro età, lasciandoli senza guida o senza il giusto supporto nell’approccio alla scoperta.

La nota Pedagogista italiana, dà alla parola “libertà” il senso profondo di “liberazione” da ostacoli che impediscono il normale sviluppo di un bambino.


Il tema è approfondito in alcuni corsi online disponibili sulla piattaforma igeacps.it. In particolare, suggeriamo il seminario gratuito online Il Metodo Montessori.


Le regole della “libertà” secondo Maria Montessori

Come il concetto di movimento e libertà, insieme a quello dello sviluppo dell’intelligenza del bambino, siano legati, è dato chiaramente diffuso e noto. Grazie a colei che dedicò la sua vita a comprendere lo straordinario mondo dei nostri piccoli fanciulli e fanciulle.

Potrebbe sembrare un ossimoro, un controsenso associare regole a libertà, eppure, Maria Montessori aveva ben chiari tre principi che potessero trasformare una idea sbagliata di libertà – fare tutto a caso e senza guida, limiti o criteri definiti -, in un’idea efficace, sinonimo di sostegno forte, guida presente mai invadente, alla crescita dei nostri bimbi:

  • Rispetto per sè;
  • Rispetto per ciò che ci circonda (ambiente ed oggetti inclusi);
  • Rispetto per le altre persone.

Il bambino ha una grande “missione” che lo spinge: quella di crescere. Egli non è conscio della sua “missione” e dei suoi bisogni interni. Allo stesso tempo gli adulti sono assai lontani dalla possibilità di interpretarli. Di conseguenza nella nostra vita sociale di famiglia e di scuola si sono create intorno al bambino, errate circostanze che ostacolano l’espandersi della vita infantile.

Rimuoverle, per quanto possibile, studiando profondamente i bisogni intimi e occulti della prima infanzia, per corrispondervi col nostro aiuto, vuol dire liberare il bambino. Quindi maggiori cure da parte dell’adulto e più fini osservazioni dei veri bisogni infantili.

Come primo atto pratico è importante creare un ambiente adatto al bimbo: pronto a stimolarlo alla scoperta e, sicuramente, comprensivo di una figura guida.

Come accogliere la “libertà” in casa?

Quando parliamo di una ambiente a misura di bambino e che gli si addica, comprendiamo tutto quell’insieme di cose che il piccolo può trovare e scegliere in esso: oggetti che può usare quanto desidera, in corrispondenza alle sue tendenze e ai suoi bisogni di attività.

Tutto ciò può essere realizzabile, non solo nelle scuole dove si lavora con il metodo Montessori ma, nei limiti del possibile ovviamente, anche nelle nostre case. Non si deve far altro che aiutarlo, in principio, ad orientarsi tra tante cose diverse ed apprenderne l’uso preciso.

In seguito lo si può lasciare libero, il che non vuol dire andare in un’altra stanza e far finta di nulla, ma rimanere accanto a lui, dedicare del tempo a quei momenti di scoperta e sostenendolo. Inoltre non bisogna interferire nella sua libera scelta, esplorazione, facendolo anche “sbagliare da solo”, senza impedire che ciò accada.

Alcuni esempi per organizzare gli spazi

  • Diamogli qualcosa che possa smontare, e che possa ricomporre in totale autonomia;
  • Concediamogli un ambiente adatto che abbia spazi articolati, anche irregolari ma ricchi di “angoletti nascosti”, lì anche dove la nostra casa non ci dia opportunità;
  • Possono fare al nostro caso anche solo uno o due cassetti pieni di tante sorprese da scoprire. Non devono essere strutturati come giochi “confezionati”. Devono stimolare la sua mente anche con oggetti di routine quotidiana che magari vede utilizzare in casa;
  • Evitare strumenti pericolosi o che possa imparare a manipolare insieme ai genitori;
  • L’arredamento ha una grande importanza: mobili, scaffali che gli permettano di arrivare ad afferrare i suoi libricini, per esempio, tavolini e sedie costruiti e resi disponibili all’insegna della leggerezza. I mobili devono essere adatti alle sue esigenze, inseriti soprattutto nella sua cameretta, così da regalargli uno spazio “privato”;
  • L’ambiente deve anche apparire organizzato, affinché il bambino possa ritrovare dei punti fermi. E’ importante per lui sapere dove sia possibile avere spazio “libero”, “cantucci tranquilli” per sentirsi autonomo ma allo stesso tempo sicuro di avere vicino un genitore che lo “accompagni” nelle attività.

Il bambino troverà così un ambiente per potersi esprimere totalmente, un posto accogliente e rassicurante, preparato appositamente, dove poter agire e muoversi liberamente senza rimproveri o divieti stretti. Ma soprattutto con qualcuno accanto, pronto a sostenerlo senza interferire troppo.

Tutto ciò, quindi, ha una funzione importante e significativa, e si evince come possa essere studiato, anche in casa, per essere fruibile dal bimbo.