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Come aprire un baby parking

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Come aprire un baby parking

Cos’è un baby parking

Il baby parking è una struttura ricreativa ed educative che ospita bambini di età compresa tra i 13 mesi e i 6 anni. Il numero di bambini ospitati può variare da un minimo di 10 a un massimo di 25 e, a differenza di altri ambienti dedicati alla cura del bambino, il tempo di permanenza in un baby parking non può superare le 5 ore al giorno. Per questo motivo, non è previsto (né ammesso!) che nel baby parking vengano preparati e somministrati pasti ai bambini; tuttavia, per i piccoli ospiti che trascorrono più ore consecutive all’interno della struttura, è possibile preparare delle piccole merende o degli spuntini.

È importante notare che -nonostante il nome significhi proprio questo- il baby parking non è un “parcheggio” per bambini, bensì una struttura che mette al servizio del bambino le competenze di uno o più operatori, che organizzano con professionalità le attività ludiche, ricreative e formative rivolte ai più piccoli. Oltre a giochi e giocattoli, infatti, il baby parking può mettere a disposizione laboratori e servizi educativi, così da offrire al bambino non solo un momento di svago e divertimento, ma anche di crescita e apprendimento.

In questo senso, il baby parking può presentare alcune somiglianze con altri ambienti e servizi rivolti all’infanzia, come la ludoteca o l’asilo nido; tuttavia, è bene ricordare che le tre strutture sono ben distinte, poiché hanno requisiti, caratteristiche e obiettivi differenti. 

Aprire un baby parking: requisiti 

Per aprire un baby parking, è necessario essere che la struttura scelta rispetti determinati requisiti e, in base alla normativa regionale, che gli operatori che saranno a contatto con i bambini abbiano delle qualifiche specifiche.

Attualmente, il Piemonte è l’unica regione italiana ad aver legiferato in merito ai requisiti per lavorare in un baby parking, indicando come titoli obbligatori:

  • Diploma di maturità magistrale;
  • Laurea in scienze dell’educazione; oppure
  • Specializzazione in assistenza all’infanzia.

Sebbene nelle altre regioni d’Italia questi titoli non siano richiesti per legge, è comunque opportuno e raccomandabile che chi intraprende un percorso professionale di questo tipo abbia una formazione adeguata rispetto ad argomenti e discipline relative all’ambito della pedagogia, della psicologia o dei servizi sociali e per l’infanzia.

Per ottenere le conoscenze e competenze necessarie, è possibile seguire un percorso di studi universitari (ad esempio, in scienze dell’educazione o in scienze e tecniche psicologiche) oppure perfezionare la propria formazione con dei corsi e Master professionali riconosciuti a livello regionale o nazionale.

Per quanto riguarda, invece, i requisiti strutturali dell’ambiente che ospita il baby parking, è necessario innanzitutto che l’edificio risulti conforme alle disposizioni urbanistiche ed edilizie previste dai regolamenti comunali vigenti che la struttura, in generale, non presenti barriere architettoniche, così da garantire la massima accessibilità anche agli ospiti portatori di handicap.

Inoltre, lo spazio interno dev’essere suddiviso in aree tematiche e, in particolare, l’area giochi dev’essere ben distinta e delimitata. La superficie netta della zona dedicata al gioco non dev’essere inferiore ai 20 mq e per ciascun bambino deve essere garantita una superficie minima di 4 mq.

Infine, all’interno del baby parking devono essere presenti servizi igienici adeguati e utilizzabili in autonomia (per quanto possibile, in base all’età degli ospiti) anche dai bambini più piccoli.

Per approfondire

Sulla nostra piattaforma è disponibile un’ampia gamma di corsi online dedicati all’approfondimento di attività educative e ricreative per l’infanzia e ai loro benefici per lo sviluppo psicofisico del bambino.

Il corso online L’importanza della musica nello sviluppo del bambino nella prima infanzia, tenuto dalla Dott.ssa in Scienze e Tecniche Psicologiche Isabel Nardicchia,  presenta nel dettaglio i benefici dell’educazione musicale per lo sviluppo cognitivo, linguistico e le capacità cinestetiche. Il corso è rivolto a chiunque si trovi quotidianamente in contatto con bambini in età infantile e vogliano approfondire le connessioni tra musica e sviluppo e mettere in pratica alcune attività di gioco che possano stimolare le capacità del bambino.

Il corso online Emozioni in Danza, tenuto dall’educatrice Francesca Briziarelli, affronta, in modo specifico, la tematica dell’educazione all’affettività nella Prima Infanzia attraverso le metodologie di Mediazione Corporea ed Espressiva (DanzaMovimentoTerapia). Dopo un accenno alla necessità di un’alfabetizzazione emozionale e delle componenti dell’affettività, il corso illustra le principali caratteristiche della DanzaMovimentoTerapia Simbolico Antropologica, della didattica analogica e la dimensione omeopatica di questa, della Psicopedagogia dei Cicli di Vita.

Il corso online Giochi sonori nella prima infanzia, tenuto dalla Psicologa e Musicoterapeuta Ortensia Posa, approfondisce il tema della musicoterapia infantile e di tutte le attività espressive ad essa connesse. Inoltre, il corso mira a far apprendere in che modo la musica possa incentivare la relazione genitore-bambino o educatore-bambino dal punto di vista linguistico e psicomotorio.

Infine, il seminario gratuito online Benessere dei bambini: educazione al benessere attraverso un approccio pedagogico, tenuto dalla pedagogista, formatrice e consulente Giulia Sorice, affronta il tema più ampio del benessere infantile, ripercorrendo l’evoluzione del concetto di benessere nel tempo e analizzando lo stato attuale dell’educazione al benessere in un’ottica prevalentemente pedagogica.