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Nel lettone tutti insieme? Alcune considerazioni per fare la scelta giusta

Nel lettone tutti insieme? Alcune considerazioni per fare la scelta giusta

Partendo dal presupposto che non c’è un esatto comportamento da seguire, è chiaro come può essere utile cercare di capire come, il tema del lettone, tanto discusso e molto spesso criticato, di cui parlano anche la giornalista e terapeuta della famiglia Nessia Laniado e la psicologa Silvia Veggetti Finzi e Anna Maria Battistin A piccoli passi – Silvia Vegetti Finzi, Anna Maria Battistin | Oscar Mondadori, sia una questione molto soggettiva e come non esista un giusto metodo per tutte le esigenze familiari e per tutti i bambini.

Prima di qualsiasi decisione riguardo al lettone sì o lettone no, vanno prese, riflettute e analizzate le dovute considerazioni, per la scelta più responsabile possibile da parte dei genitori:

  • nel caso del no al lettone, Il bambino elabora, sin da subito, la sua autonomia dai genitori;
  • una scelta votata al mantenimento di spazi e delle autonomie farà sentire il bambino sempre rassicurato;
  • il bambino imparerà così a rispettare confini, limiti e spazi: la sua cameretta e il suo lettino, la camera dei genitori e il lettone di mamma e papà, evitando quindi interferenze nell’intimità degli adulti, un problema che, molto spesso, si affaccia quando viene scelta l’opzione lettone sì, che deve tenere presenti invece le seguenti considerazioni:
  1. Lo spazio ridotto nel letto non deve essere un problema, quindi accettato da entrambi i genitori.
  2. Dormendo tutta la notte in tre, non soffrire di insonnia è un altro principale criterio di scelta.
  3. Una ultima importante considerazione è quella relativa al fatto che, molto probabilmente, con questa abitudine, il bambino avrà poi difficoltà ad abbandonare il lettone e potrebbe anche voler continuare a dormire con mamma e papà oltre la scuola dell’infanzia, fino ai 3-4 anni di sicuro.

Le difficoltà dei genitori di dire “No al lettone”

Asha Phillips, psicoterapeuta infantile, nel suo testo I no che aiutano a crescere – Asha Phillips – Feltrinelli Editore, ci offre una serie di motivazioni alle difficoltà che moltissimi genitori hanno nel negare il lettone ai propri figli, sia perché il momento del sonno Il sonno dei bambini nella prima infanzia: le sane abitudini da coltivare (assistenteperinfanzia.it)rappresenta spesso una parte della giornata non facile da gestire a prescindere, sia per i diversi atteggiamenti che i genitori trasmettono ai propri figli nell’approccio alla tematica del lettone. Vediamone, qui di seguito, alcune:

  • Se il genitore pensa che il letto vuoto sia per il bambino fonte di disagio e che sia triste e poco piacevole, sicuramente il bambino percepirà tutto ciò e sarà portato a non volere stare da solo. Al contrario, se il suo lettino viene visto come luogo piacevole di riposo e serenità, il bambino non avrà difficoltà nell’accettare di dormire da solo.
  • Altre volte il bambino nel lettone è di “aiuto” alle problematiche coniugali e può essere un “mezzo” per mantenere le distanze, per rimanere lontani con il proprio figlio nel mezzo.
  • Molto spesso, infine, il lettone viene usato dai genitori che cercano di colmare le assenze durante l’arco del giorno e quindi non riescono a dire “no”, sentendosi magari in colpa e in dovere di rimedire alla mancanza.

 Come insegnare al bambino a dormire da solo

Vediamo, attraverso alcuni pratici consigli, e il contributo teorico delle professioniste succitate, come riuscire ad insegnare al bambino a dormire da solo, individuando due fasce di età in cui compiere determinate e differenti azioni, 0-12 mesi e 12-36 mesi:

  • 0-12 mesi: innanzitutto, se si parla di bambini molto piccoli, si intende anche comprendere proprio i piccoli che tornano dall’ospedale e dalla clinica, appena nati, e ai quali si vuole sin da subito dare una accoglienza calda e amorosa ma anche già ben definita, ben organizzata e rassicurante; quindi, va benissimo creare, anche se non ha una sua cameretta, una sua postazione definita, un piccolo suo spazio, in cui adagiare culla o lettino, definita da Silvia Veggetti Finzinicchia”. Un luogo separato che lo aiuterà, nella crescita, a creare i suoi spazi e coltivare la sua unicità.
  • Importante, verso gli 8 mesi circa, prima di andare a dormire o durante la notte mentre piange, non pensare di prenderlo e portarlo nel lettone ma inserire delle abitudini e rituali che lo facciano sentire al sicuro anche nel suo lettino: coccole e consolazione ovviamente, ma tenendo sempre ben chiara e definita la divisione degli spazi.
  • Favole La lettura delle favole: i sacri scrigni dei bambini – (assistenteperinfanzia.it), ninne nanne, canzoncine e peluche nel lettino sono di estremo sostegno al genitore in questa fase.
  • Andare dal piccolo vicino al suo lettino è giusto, per farlo sentire al sicuro, ma mai dimenticare di fare brevi soste e col tempo sempre meno frequenti, per non creare un’abitudine sbagliata e un’idea errata al bambino, che altrimenti penserà di avere la mamma ed il papà tutta la notte con lui, così, man mano, imparerà ad auto consolarsi.

Come passare dal lettone al lettino: consigli utili

Riguardo ai bambini più grandi (12-36 mesi), e che magari per un certo periodo sono stati accolti nel lettone, vediamo invece come poter effettuare il cambio di abitudine, dal lettone al proprio lettino:

  • Per non creare un distacco repentino e brusco, parlare col bambino della novità che si vuole introdurre, spiegare cosa succederà e le motivazioni; il bambino certamente capirà le intenzioni anche se più piccolo e ancora non in grado di comunicare con le parole.
  • Fondamentale essere decisi e saper di fare il suo bene, convinti che ciò non avrà ripercussioni sulla sua crescita, anzi, pensare che il distacco lo aiuterà ad affrontare poi situazioni emotive non semplici da gestire, come i momenti di solitudine e le piccole frustrazioni che incontrerà durante la crescita.
  • Non desistere dall’intento di cambiare, perché Il bambino di notte proverà certamente a voler tornare nel lettone e farà dei capricci, ma riportarlo in camera, sempre con estrema dolcezza ma con altrettanta fermezza e decisione, risulterà il comportamento più adatto e più giusto per fargli comprendere che la decisione è definitiva.
  • Pensare poi al lettone come qualcosa di “eccezionale”, un momento festoso, proponendolo come abitudine domenicale, magari la mattina, o anche in altre occasioni festose (mattina di Natale, compleanni ecc..), per starsene tutti a coccolarsi come occasione speciale.

 

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di Roberta Favorito