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IL RITUALE DELLA NANNA PER FARE SOGNI D’ORO

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IL RITUALE DELLA NANNA PER FARE SOGNI D’ORO

IL RITUALE DELLA NANNA PER FARE SOGNI D’ORO

Il neonato ha bisogno di tempo per potersi adattare alla vita fuori dal caldo abbraccio del pancione della mamma; i suoi ritmi sono profondamente diversi da quelli di un adulto e anche molto mutevoli. Soprattutto per quanto riguarda il sonno.

Molto spesso le nostre aspettative rispetto al sonno del bambino sono falsate da una scarsa conoscenza di questa diversità di ritmi. Il neonato dorme poco e spesso, e impiegherà diversi mesi per “imparare” a dormire tutta la notte.

Affinché il momento dell’addormentamento diventi piacevole per tutti, può essere utile adottare un rituale della nanna.

Il rituale della nanna è un insieme di gesti ed azioni che si ripetono tutte le sere, più o meno alla stessa ora, per “dire” al bambino che la giornata si è conclusa e che è ora di andare a dormire.

Si tratta di un modo per accompagnare il bambino alla nanna, ma anche per consentire a mamma e papà di rilassarsi insieme al bambino. Il rituale della nanna può consistere in uno o più cose da fare: il bagnetto, la ninna nanna, il massaggio, la favola della buona notte, un cd di musica classica, le coccole nel lettone… Le possibilità sono infinite e ogni famiglia costruisce il rituale della nanna che ritiene più piacevole e rilassante; più che il “cosa” importa il “come”.

Piacevole

Qualsia sia l’attività che abbiamo scelto per il nostro rituale della nanna, ricordiamoci che deve essere piacevole innanzitutto per noi: non costringiamoci ad ascoltare Bach se lo riteniamo noiosissimo o a fare il bagno alle dieci di sera se preferiamo farlo al mattino. Scegliamo qualcosa che ci consenta di rilassarci insieme al nostro bambino.

Ripetitivo

Il rituale della nanna deve potersi ripetere nella stessa modalità tutte le sere, grosso modo alla stessa ora; se quindi il rituale si compone di più fasi (ad esempio prima il massaggio e poi il bagnetto), cerchiamo di mantenere inalterata la sequenza con il passare del tempo.

Tale ripetitività aiuterà infatti il bambino a “riconoscere” che sta per avvicinarsi il momento della nanna.

Ridurre gli stimoli

Durante i riposini diurni il bambino non c’è alcun bisogno di azzerare tutti i normali rumori di casa, così come non c’è alcun bisogno di “amplificarli” per insegnare al bambino ad addormentarsi in ogni condizione. Il piccolo imparerà con il tempo ad adattarsi alle diverse situazioni ambientali senza che da parte nostra sia necessario alcuno sforzo particolare.

Tuttavia è bene avere accortezze diverse per il riposo notturno: esattamene come accade per gli adulti, anche i bambini hanno bisogno di rilassarsi prima di andare a dormire e l’esposizione a stimoli continui non aiuta di certo questo momento.

Riduciamo quindi le luci: non c’è necessariamente bisogno di una condizione di buio totale, basterà ridurre l’intensità dell’illuminazione e prediligere la lampada da comodino alla luce del lampadario.

Spegniamo radio e tv: il sonno si concilia meglio in una situazione di silenzio, che non significa azzerare tutti i rumori o portare il bambino in una stanza insonorizzata,ma abbassare tutti i volumi affinché ci si possa meglio rilassare.

Aumentare il contatto

Addormentarsi tra le braccia di mamma e papà permette al bambino di sentirsi sicuro e protetto. Ciò che viene comunemente identificato come vizio è in realtà un bisogno primario: il neonato ha infatti bisogno di contatto fisico esattamente come di cibo.

Con il passare del tempo il bambino imparerà a gestire anche le varie fasi del sonno, dall’addormentamento alla gestione autonoma dei risvegli.

Il rituale della nanna ci aiuta ad insegnargli che può abbandonarsi serenamene alla notte perché al risveglio troverà di nuovo mamma e papà.

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