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VIA IL PANNOLINO!

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VIA IL PANNOLINO!

VIA IL PANNOLINO!

Il passaggio dal pannolino al vasino è una tappa obbligata ma che tende a generare ansie, in realtà totalmente ingiustificate. Fondamentalmente bisogna solo armarsi di pazienza e stracci per pulire a terra!

A quale età levare il pannolino?

Non esiste un momento “ideale” perché ogni bambino è unico: alcuni abbandonano il pannolino molto precocemente, altri più tardi, altri ancora lo portano soltanto per i primissimi mesi di vita (come esaurientemente illustrato in diversi libri: “Senza pannolino. Come educare al vasino sin dai primi mesi di vita”, L. Boucke, Terra Nuova Edizioni; “La vita senza pannolini”, S. Monrocher-Zaffarano, Editore L’Età dell’Acquario) a dimostrazione del fatto che il bambino ha una capacità di controllo delle evacuazioni che molto spesso siamo portati erroneamente a sottostimare.
In sostanza, però, lo spartiacque è generalmente costituito dall’inizio della scuola dell’infanzia in cui il bambino dovrà inserirsi “spannolinato”, pertanto intorno ai due anni e mezzo.
Si tratta tuttavia di un’indicazione che lascia il tempo che trova: nulla ci vieta di fare tentativi più precoci, così come non dobbiamo assolutamente allarmarci se in prossimità dei 3 anni il pannolino viene ancora tenuto per la notte.

In estate

A prescindere dall’età del bambino, il momento più favorevole è l’estate: sia perché possiamo godere delle ferie per vivere questa nuova avventura, sia perché se il bambino resta bagnato non rischia di prendere freddo, sia perché il bucato si asciuga più in fretta!
Soprattutto se abbiamo la possibilità di passare alcuni giorni al mare, possiamo approfittare dell’occasione per lasciare che il bambino indossi soltanto il costumino. Ovviamente metteremo in borsa un numero sufficiente di cambi, salviettine umidificate, fazzoletti e anche bustine per raccogliere e buttare eventuali “ricordini” inaspettati!

Vasino: si o no?

Il vasino risulta essere più comodo perché il bambino può piantare i piedi bene a terra e questo è di sicuro aiuto in fase di evacuazione; vasini decorati, a forma di animali, con elicotteri e proboscidi non sono in realtà necessari e potrebbero non essere sufficienti a convincere il nostro bambino ad abbandonare il pannolino.
Se optiamo per il water avremo invece bisogno di un riduttore e di uno sgabello che permetta al bambino di non restare con le gambe penzoloni. Esistono diversi tipi di riduttori, alcuni dei quali hanno particolari alette che ne garantiscono la trasportabilità e una doppia funzione: riduttore tradizionale sul water, vero e proprio vasino da viaggio all’occorrenza.
In linea di massima occorre tener presente che abituare il bambino al vasino richiederà poi un ulteriore passaggio per sostituire quest’ultimo con il water.

Scegliamo insieme la biancheria

Lasciare il pannolino significa anche che il body verrà sostituito da slip e canottiera. Coinvolgiamo il bambino anche in questa fase: portiamolo con noi e facciamolo sentire partecipe della scelta.

Come fare?

Innanzitutto concediamoci tutto il tempo necessario.
Gli approcci sono fondamentalmente due: il primo consiste nel levare il pannolino definitivamente già dal primo giorno; il secondo nel levarlo gradualmente.
Il primo approccio è più sbrigativo, adatto a quelle famiglie che non hanno problemi a gestire pipì e popò poco prevedibili un po’ ovunque.
Il secondo approccio è più graduale e conta diverse fasi:

  1. levare il pannolino solo quando il bambino è sveglio e rimetterlo durante i pisolini diurni e la nanna notturna;
  2. levare il pannolino anche durante i pisolini e conservalo solo durante la notte;
  3. quando il bambino è in grado di controllare efficacemente le evacuazioni nelle fasi precedenti, si procede con il levare il pannolino anche durante la notte.

Qualsiasi sia l’approccio scelto, al mattino – subito dopo il risveglio – portiamo il bambino in bagno e attendiamo pazientemente che ci dica che ha finito; poi laviamolo, vestiamolo, e dopo un paio d’ore portiamolo nuovamente in bagno chiedendogli se deve fare la pipì.

Non dimentichiamo di accompagnarlo in bagno prima dei riposini e della nanna.
È assolutamente possibile che le prime volte si appresti a fare la popò senza avvisarci, per cui cerchiamo di cogliere i segnali che sta per evacuare e prepariamoci a probabili corse!
Una volta terminata l’evacuazione, lodiamolo e incoraggiamolo: noteremo che si sentirà molto fiero di se stesso e troverà di particolare interesse l’osservazione delle evacuazioni; è possibile che il bambino sia così entusiasta del lavoro svolto da non volersene separare e anzi vi dirà di voler mostrare il suo talento anche ai nonni, agli zii e al cane!

Niente rimproveri!

E quado scappa e si sporca tutto? Rimproverarlo è assolutamente controproducente: il rimprovero mina la fiducia del bambino, lo fa sentire inadeguato e può rendere lo spannolinamento un’impresa faticosissima per tutti. Mostriamogli invece che non è accaduto assolutamente nulla di irreparabile, laviamolo facendogli notare che è tutto come sempre e coinvolgiamolo – nei limiti del possibile – nella pulizia del pavimento o della biancheria NON certo per punirlo ma per fargli vedere che tutto può essere sistemato con molta facilità.
Utilizziamo asciugamani e teli assorbenti per proteggere materasso, passeggino, seggiolino auto, ecc., ed evitiamo di rimettere il pannolino quando siamo fuori casa: si fa pipì prima di uscire e magari una volta arrivati al supermercato; ovviamente portiamo con noi un numero di cambi sufficienti a gestire le emergenze e non sentiamoci in imbarazzo se decide di farla nel bel mezzo della corsia del reparto alimentari!

Quanto tempo occorre per levare il pannolino?

I tempi sono assolutamente variabili: alcuni bambini impiegano un paio di settimane, altri impiegano diversi mesi, altri mantengono più a lungo il pannolino durante il sonno notturno, altri ancora imparano velocemente a gestire la pipì ma molto più difficilmente a gestire la popò.
Mettere fretta al bambino, rimproverarlo, caricarlo di aspettative, non produrrà altro che frustrazione e stress in tutta la famiglia.
Evitiamo quindi di sovraccaricare questo passaggio di inutili tensioni e godiamoci il momento in cui ci dirà di ammirare la sua “opera” con lo stesso orgoglio di un piccolo Piero Manzoni!

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